Pluralità culturali
Da sempre la società olandese si è organizzata seguendo delle linee ideologiche o religiose. Le organizzazioni politiche di ciascun gruppo - cattolici, protestanti, socialisti e liberali, per esempio - perseguivano sostanzialmente i medesimi obiettivi, ma partendo da prospettive ideologiche diverse. Queste differenze paiono oggi meno marcate, ma hanno ancora un certo impatto su televisione, radio, stampa, istruzione e organizzazioni varie. In passato il fatto che gruppi diversi avessero organizzazioni proprie è servito a prevenire attriti tra le stesse dal momento che ciascuna esisteva in modo più o meno indipendente, per quanto in armonia con le altre.
Sono relativamente poche le persone nei Paesi Bassi di origine veramente olandese e oggi oltre il cinque per cento della popolazione non ha cittadinanza olandese. Tuttavia negli ultimi anni i controlli sull’immigrazione si sono fatti più rigidi in quanto i Paesi Bassi sono diventati una delle zone a maggior densità di popolazione al mondo. Alcuni decenni fa il governo offriva incentivi per promuovere l’emigrazione anche se, contemporaneamente, una carenza a livello di manodopera negli anni Sessanta e Settanta spingeva all’assunzione di personale proveniente da altri paesi. In tempi più recenti, l’ingresso ai Paesi Bassi è stato consentito solo ad alcune categorie ben precise: persone la cui presenza serve gli interessi della nazione o il cui ingresso è obbligatorio in base a un accordo internazionale, e persone a cui viene concesso l’ingresso per motivi umanitari. Lo stato promuove l’integrazione degli emigrati (vedi capitolo 8).
L’Articolo 1 della Costituzione prevede che "quanti vivono nei Paesi Bassi vengano trattati in modo uguale in uguali circostanze. È vietata ogni discriminazione per motivi di religione, credo, ideologia politica, razza, sesso o altro."