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Islam nei Paesi Bassi
Breve esposizione della posizione ricoperta dall'Islam all'interno della società olandese nel quadro dell'ordinamento giuridico dei Paesi Bassi.

Attualmente nei Paesi Bassi, su una popolazione di oltre 16 milioni di abitanti, risiedono circa 800.000 persone di origine islamica; rispetto al 1971 tale dato si è decuplicato. I negozi, le associazioni, le scuole e le moschee islamici sono ormai un fenomeno diffuso nei Paesi Bassi.

L'amministrazione pubblica olandese non interferisce nelle questioni interne di alcun culto religioso, ma attua tuttavia una politica di integrazione rivolta alle minoranze etniche, costituite per la maggior parte da musulmani. La politica di integrazione si incentra sulla partecipazione di ciascun cittadino alla società democratica, sul ricupero sociale e sulla prevenzione e la lotta contro la discriminazione e il razzismo.

Storia

Sebbene mezzo secolo fa nei Paesi Bassi vivesse solamente un numero esiguo di musulmani, la maggior parte del Regno era islamica. L'Indonesia, paese a grande maggioranza musulmana, e il Suriname, con una minoranza islamica di origine indostana giavanese, hanno fatto parte del Regno, la prima fino al 1949 e il secondo fino al 1975. I primi musulmani che decisero di stabilirsi nei Paesi Bassi furono dei Molucchesi Indonesiani di nazionalità olandese che lasciarono il loro paese nel 1951 dopo la dichiarazione di indipendenza. Quando la costante crescita economica degli anni Sessanta venne a creare una carenza a livello di manodopera, lo Stato olandese si rivolse all'estero per reclutare forza lavoro. I cosiddetti gastarbeiders (lavoratori immigranti) affluirono in gran numero soprattutto dai paesi mediterranei, in particolare dalla Turchia e dal Marocco, paesi con una popolazione prevalentemente musulmana. L'arresto delle assunzioni di manodopera nel 1974 non interruppe il flusso migratorio, poiché un gran numero di lavoratori immigrati rimasero nei Paesi Bassi e si fecero raggiungere dai propri familiari. Nel 1975, poco prima della dichiarazione di indipendenza da parte del Suriname, nei Paesi Bassi si stabilì anche un folto gruppo di abitanti del Suriname.

Attualmente circa il 5% della popolazione olandese è di origine islamica. La maggior parte dei musulmani proviene dalla Turchia (ca. 310.000), dal Marocco (ca. 277.000) e dal Suriname (ca. 60.000). Il restante, solitamente profughi , proviene dall'Iraq (ca. 35.000), dalla Somalia (ca. 30.000), dall'Iran (ca. 25.000), dall'Afganistan (ca. 25.000), dalla ex Jugoslavia (soprattutto dalla Bosnia Erzegovina e dal Kosovo - ca. 25.000), dal Pakistan (ca. 17.000), dall'Egitto (ca. 14.000), dalla Siria (ca. 5.000), dall'Etiopia (ca. 3.000) e dalla Nigeria (ca. 2.500). La grande maggioranza dei essi è sannita, ma alcuni, soprattutto i musulmani originari della Turchia appartengono alla famiglia degli alauiti. I dati di seguito riportati dimostrano l'incremento della popolazione musulmana nei Paesi Bassi negli ultimi decenni:

197154.000
1975108.000
1980225.000
1997573.200
2000735.600
2002800.000

 

Parità

L'Articolo 1 della Costituzione del Regno dei Paesi Bassi recita: "Chiunque viva nei Paesi Bassi viene trattato in modo eguale in eguali circostanze. È vietata qualsiasi discriminazione per motivi di religione, credo, opinioni politiche, razza, sesso o altro". Ciò significa per esempio che tutti coloro che risiedono nei Paesi Bassi, donne o uomini, cristiani o musulmani, hanno gli stessi diritti. Ma naturalmente ciò significa anche che hanno anche gli stessi doveri, quali l'obbligo di versare le imposte e l'obbligo scolastico. Tutti i giovani, ragazzi e ragazze, sono quindi tenuti a frequentare la scuola fino al compimento del 16° anno di età, poiché secondo la legge olandese essi sono tenuti a rispettare l'obbligo scolastico fino a quell'età. Per la società olandese è importante che tutti coloro i quali risiedono nei Paesi Bassi accettino queste e altre responsabilità sociali, nello stesso modo in cui gli abitanti olandesi autoctoni sono tenuti ad accettare e a rispettare i nuovi arrivati.

Diritto di voto e di eleggibilità

Gli stranieri naturalizzati in possesso della cittadinanza olandese godono del diritto di voto e di eleggibilità. Sia la Camera dei Deputati del Parlamento olandese sia l'organo degli Stati Provinciali contano tra i propri membri persone di origine islamica. Il Parlamento olandese comprendeva peraltro deputati musulmani già prima della dichiarazione di indipendenza da parte dell'Indonesia. Per le elezioni amministrative gli abitanti originari di un paese straniero dispongono del diritto di voto e di eleggibilità, a condizione che risiedano legalmente nei Paesi Bassi da almeno cinque anni consecutivi. I partiti musulmani partecipano regolarmente alle elezioni amministrative. Attualmente più di 200 persone di origine islamica fanno parte di un consiglio comunale.

Libertà di culto

Nei Paesi Bassi vige la libertà di culto e di credo. Essa implica anche la libertà di professare un culto a modo proprio, individualmente o in gruppo, entro i limiti fissati dalla legge e dalla società. Non è quindi permesso, nell'esercizio del culto, disturbare la quiete pubblica, nuocere alla salute o turbare l'ordine pubblico.

I Paesi Bassi hanno adottato il principio dell'indipendenza tra Stato e Chiesa. Da ciò consegue che lo Stato si astiene dall'interferire nelle questioni interne delle organizzazioni religiose e ideologiche - in particolare nella professione del culto o del credo e nella forma organizzativa. I Paesi Bassi contano ora circa 400 moschee e luoghi di preghiera, di cui circa 200 per la comunità turca, 130 per la comunità marocchina e 30 per la comunità surinamese. Nei Paesi Bassi esistono inoltre diverse decine di cimiteri musulmani. Fino al 1986 lo Stato olandese concedeva sussidi finanziari per la costruzione e l'arredo di chiese e moschee. Questa forma di sovvenzione è stata ora abolita poiché considerata da parte del Parlamento incompatibile con il principio dell'indipendenza tra Stato e Chiesa. Continuano tuttavia a venire concesse sovvenzioni per le attività delle associazioni musulmane, a condizione che esse contribuiscano attivamente all'integrazione dei musulmani nella società olandese.

Usi, costumi e riti musulmani

Ramadan, preghiera rituale e prescrizioni alimentari - Molte aziende olandesi che impiegano personale musulmano cercano di andare incontro ai propri dipendenti modificando i propri orari di lavoro e il carico di lavoro durante il Ramadan. In compenso, molti musulmani sono disposti a lavorare durante le festività occidentali, quali il Natale e il Capodanno, in modo da poter essere liberi durante le festività islamiche. Molte aziende mettono loro a disposizione degli spazi per la preghiera rituale. Anche nella preparazione dei cibi le cucine aziendali tengono spesso conto delle prescrizioni e delle usanze musulmane. Diversi enti locali autorizzano la comunità musulmana a lanciare un appello alla preghiera una o più volte al giorno.

Circoncisione - La circoncisione maschile è ancora praticata in seno ad alcune cerchie della comunità musulmana, ma nei Paesi Bassi viene praticata anche in alcuni ospedali. La maggior parte delle compagnie assicurative rimborsa questo intervento solamente se prescritto dal medico, ma alcune compagnie assicurative rimborsano la circoncisione anche per motivi religiosi. A seguito di alcune iniziative a livello locale, si sta studiando se e come inserire questo argomento nel corso di studi universitari medici a livello nazionale. La circoncisione femminile non è ammessa sotto alcuna forma.

Velo - Nei Paesi Bassi le donne con il velo nelle università e nelle scuole medie sono un fenomeno diffuso. Le scuole private (legate a un culto religioso, a una filosofia o a un indirizzo pedagogico) possono proibire il velo in base al proprio regolamento interno. Lo Stato sconsiglia il divieto dell'uso del velo, ma non è autorizzato a intervenire a causa della libertà concessa all'insegnamento privato.

Macellazione rituale - Nei Paesi Bassi il trattamento e la macellazione del bestiame destinato alla macellazione sono sottoposti a norme giuridiche che tengono conto delle usanze islamiche nella misura in cui ciò sia consentito dalla normativa europea. Lo Stato olandese ha adottato una normativa che consente il rilascio ad alcuni macelli, in base a severe condizioni, di una licenza permanente per la macellazione rituale. Lo Stato concede ai macelli anche delle licenze per poter procedere all'effettuazione di macellazioni rituali durante la festa annuale del sacrificio. Attualmente più di 500 delle 4500 macellerie registrate nei Paesi bassi sono islamiche.

Integrazione

Lo Stato fa appello a tutte le comunità religiose e alle organizzazioni ideologiche o spirituali affinché contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi della politica d'integrazione del governo olandese. Ciò non contrasta con il principio secondo il quale lo Stato non può interferire in merito alla professione e al contenuto dei culti religiosi. Il governo ritiene infatti che alcuni aspetti delle religioni e dei principi ideologici possano esercitare un influsso particolarmente positivo sull'integrazione delle minoranze. Nei Paesi Bassi esistono molte organizzazione islamiche, per la maggior parte sunnite, che cooperano in seno a quattro federazioni nazionali di organizzazioni musulmane. Nel settembre 2002 è stato istituito nei Paesi Bassi un organo centrale delle organizzazioni islamiche. Il Contactorgaan Moslims en de Overheid (CMO - Organo di contatto tra i musulmani e lo Stato), che raggruppa le più importanti organizzazioni legate alle moschee, fungerà da interlocutore con lo Stato.

Molti immigranti hanno una conoscenza insufficiente della lingua olandese e della società olandese nonché un basso livello d'istruzione. Per tali motivi essi occupano spesso una posizione precaria sul mercato del lavoro e nella società in generale. Circa il 10% dei disoccupati appartiene alle popolazioni immigrate, mentre questo gruppo non rappresenta che il 5% della popolazione attiva. La politica dello Stato olandese è mirata a migliorare le premesse di base di questi gruppi e a favorire la loro integrazione. Di qui l'introduzione della c.d. Legge Insieme (Wet samen) che stimola i datori di lavoro ad assumere dipendenti alloctoni. Nel 1998 è stato creato un gruppo di lavoro per le minoranze e il mercato del lavoro (Taskforce Minderheden en Arbeidsmarkt), composto da dirigenti d'impresa, leader sindacali e rappresentanti delle autorità pubbliche, per incoraggiare l'industria e il settore privato a integrare maggiormente le minoranze etniche.

I comuni offrono ai nuovi abitanti un programma destinato a familiarizzarli con la società olandese. Oltre a dei corsi di lingua olandese il programma comprende anche la presentazione delle norme e degli usi e costumi dei Paesi Bassi. I nuovi abitanti sono obbligati a partecipare a tale programma in virtù della c.d. Legge sull'integrazione dei nuovi abitanti (Wet inburgering nieuwkomers) entrata in vigore il 30 settembre 1998. Il rifiuto di partecipare a tale corso può comportare l'inflizione di un'ammenda. Dal primo gennaio 2002 l'obbligo di partecipare a tale corso di integrazione vale anche per i ministri del culto, tra cui gli imam che si stabiliscono nei Paesi Bassi e provengono da un paese non appartenente allo Spazio Economico Europeo.

Assistenza spirituale

Il governo ritiene che la parità vigente nei Paesi Bassi tra i diversi culti religiosi comporti il diritto a disporre di un'assistenza spirituale relativa al proprio culto religioso per le persone che fanno parte dell'esercito o che sono internate in penitenziari o in istituti di cura. Lo Stato ha riservato dei fondi per l'assunzione di consiglieri spirituali. In base alla Legge sulla qualità degli istituti di cura (Kwaliteitswet zorginstellingen) gli istituti di cura sono tenuti a mettere a disposizione dei pazienti una struttura di assistenza spirituale il più vicina possibile ai loro culti religiosi o ai loro principi filosofici.

Si prevede un forte aumento della richiesta di consiglieri spirituali islamici in futuro. Lo Stato è disposto a supplire alle spese per corsi di aggiornamento supplementari qualora questi si rivelassero necessari per i consiglieri spirituali. Una delle condizioni stabilisce che il candidato deve essere in possesso di un titolo di studio universitario o di una scuola di specializzazione parauniversitaria e disporre di una discreta conoscenza della lingua olandese. Lo Stato stimola il settore assistenziale a fornire a tutti i gruppi della popolazione un'assistenza spirituale in misura proporzionale.

Istruzione

Il sistema scolastico olandese comprende un insegnamento pubblico, fornito dagli enti pubblici e accessibile a tutti, e un insegnamento privato, organizzato da associazioni di carattere filosofico o religiose. Alle scuole cattoliche e protestanti da sempre presenti nei Paesi bassi si sono aggiunte ultimamente più di trenta scuole elementari musulmane. Le prime due scuole elementari islamiche sono state istituite nel 1988 a Rotterdam e a Eindhoven. L'istruzione media islamica è accessibile dal 2000 a Rotterdam e dall'autunno 2002 anche ad Amsterdam. La scuola privata è sottoposta alle stesse condizioni legali stabilite per la scuola pubblica per quanto riguarda l'insegnamento di determinate conoscenze e capacità. La scuola pubblica e la scuola privata sono finanziate dallo Stato olandese e sottoposte senza distinzione alcuna all'ispezione.

Lo Stato compie ogni sforzo per evitare che i giovani abbandonino gli studi prima del tempo e riducano in tal modo le proprie prospettive future. Se i ragazzi alloctoni hanno una conoscenza limitata della lingua olandese, possono seguire dei programmi speciali di recupero. Molti istituti scolastici impiegano insegnanti di origine islamica. Vi sono inoltre dei programmi comunali per il recupero scolastico, destinati anche ad allievi appartenenti a minoranze etniche.

Le scuole pubbliche possono impartire un insegnamento religioso a richiesta dei genitori. In molte scuole elementari e secondarie, i corsi di orientamento sulle grandi correnti spirituali e sulla conoscenza del mondo contemporaneo prestano particolare attenzione allo studio del Cristianesimo e dell'Islam per promuovere la comprensione e la tolleranza reciproche. In molte scuole si può scegliere di studiare l'arabo o il turco come seconda lingua moderna.

Nella scuola superiore si presta un'attenzione particolare all'Islam, all'arabo e alla cultura del mondo islamico. Molte università hanno cattedre in studi islamici e lingue e culture del Medio Oriente. È stato inoltre istituito un corso di studi superiore per diventare insegnante di religione musulmana presso la Scuola Superiore Holland di Diemen. Nel 1998 è stato inaugurato a Leida il Netherlands Institute For the Study of Islam in the Modern World (Istituto olandese per lo studio dell'Islam nel mondo contemporaneo). Questo istituto si dedica esclusivamente allo studio scientifico dell'Islam. Vi sono inoltre due università islamiche private (vale a dire che non ricevono alcuna forma di sussidio da parte dello Stato olandese): la Islamitische Universiteit Rotterdam (IUR, Università Islamica di Rotterdam) e la Islamitische Universiteit van Europa (IUE, Università Islamica d'Europa) a Schiedam. Queste università islamiche preparano gli studenti a diventare imam, consiglieri spirituali islamici ed esperti in Islam.

Corso di studi per imam

Ogni anno vengono assunti circa 50 imam, principalmente dalla Turchia e dal Marocco. Molti di essi hanno una conoscenza limitatissima o nulla della società olandese. Per tale ragione lo Stato olandese obbliga gli imam (e anche i consiglieri spirituali di altre religioni) a seguire nel primo anno della loro permanenza nei Paesi Bassi un percorso di integrazione appositamente creato per la loro funzione sociale. Oltre a 600 ore di lingua olandese e ad un'introduzione alla società olandese questo programma comprende argomenti specifici legati all'esercizio del loro ministero. Il programma si conclude con un esame linguistico e un esame su conoscenze e capacità. Gli imam che risiedono già nei Paesi Bassi hanno la possibilità di partecipare ad un corso di aggiornamento. Nei Paesi Bassi non esiste ancora un corso di studi riconosciuto per diventare imam che goda di ampio consenso nella comunità islamica. Il governo si è appellato alle organizzazioni islamiche affinché prendano iniziative per istituire nei Paesi Bassi un corso di studi dei loro ministri di culto. La grande diversità tra le correnti musulmane ostacola la creazione di un corso uniforme di studi per imam.

Le comunità religiose sono libere di coinvolgere in una propria iniziativa organizzazioni affini o enti dei paesi di origine. Il governo olandese non si consulta con i paesi di origine degli imam su come deve essere strutturato il corso di studi per imam, ma informa regolarmente questi paesi sulla propria politica d'integrazione. Il governo olandese parte dal presupposto che qualsiasi corrente religiosa abbia un atteggiamento leale nei confronti della società olandese e che esse apportino un contributo positivo, in armonia con i diritti e i doveri civili stabiliti dalla costituzione. Lo Stato olandese si oppone alle influenze estere che ostacolano l'integrazione (quali i sussidi finanziari offerti alle moschee e alle scuole islamiche da mecenati stranieri che provano in tal modo a esercitare un influsso).

Dialogo

Lo Stato si è impegnato a portare avanti un dialogo tra i musulmani e i non musulmani all'interno della società olandese, sia a livello locale sia a livello nazionale. Con varie visite alle moschee e alle scuole islamiche, il governo spera di stimolare interesse e comprensione reciproci tra i diversi gruppi della popolazione. Vari comuni e diverse organizzazioni sono anche esortati ad organizzare riunioni simili a livello locale.

Informazioni complementari

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi alle ambasciate e ai consolati del Regno dei Paesi Bassi. I relativi indirizzi sono riportati in Internet all'indirizzo: http://bob.minbuza.nl.

Ministero degli Affari Esteri
Ufficio Informazioni e Comunicazioni con l'Estero
Casella Postale 20061
2500 EB L'Aia
Paesi Bassi
Tel.: +31 70 3484110
Fax: +31 70 3484102
Internet: Externe link Ministero degli Affari Esteri

Ministero di Grazia e Giustizia
Direzione Coordinamento della politica d'integrazione per le minoranze
Casella postale 20301
2500 EH L'Aia
Paesi Bassi
Telefono: +31 70 3709171
Fax: +31 70 3709089
Internet: Externe link Ministero di Grazia e Giustizia

Ottobre 2002