Pianificazione territoriale
I Paesi Bassi sono la nazione più densamente popolata d'Europa. L'esigenza di spazio per abitazioni, attività lavorative, infrastrutture, servizi, tempo libero, sport, specchi d'acqua e natura non fa che aumentare e ciò significa che occorre tenere conto di un gran numero d'interessi divergenti, prendere decisioni e ideare soluzioni creative. Il Ministero per l'edilizia popolare, la pianificazione territoriale, rurale e urbana e l'ambiente (VROM, Volkshuisvesting, Ruimtelijke Ordening en Milieu) ricopre in questo contesto un ruolo di gran rilievo.
Sviluppo territoriale
Nei Paesi Bassi, le norme e i regolamenti abbondano. Per gli anni a venire la pubblica amministrazione si è prefissata di ridurre il numero delle norme e di semplificarle. Quale autorità centrale, il Ministero del VROM traccia le linee principali della politica nazionale per la pianificazione territoriale e delinea confini ben precisi, all'interno dei quali programmare lo sviluppo territoriale dei Paesi Bassi. Il ministero ha anche il compito di stimolare gli altri enti statali e il settore privato ad avvalersi degli strumenti per la pianificazione e il riassetto territoriale per progetti di carattere territoriale. I vari operatori del mercato coinvolti avranno quindi modo di esaminare congiuntamente le diverse opzioni per la pianificazione di un determinato territorio sin dal primissimo stadio, e avviare così una collaborazione creativa e interattiva.
La legge sulla pianificazione territoriale stabilisce i confini all'interno dei quali può muoversi la programmazione nei Paesi Bassi. A livello locale, la competenza per la pianificazione territoriale spetta alle amministrazioni comunali. Il consiglio comunale stabilisce i piani regolatori che dovranno poi essere approvati dalle province. Nei piani regolatori viene indicata la destinazione delle aree territoriali e la tipologia e l'ubicazione degli edifici permessi. Le province sono invece responsabili della creazione dei cosiddetti piani regionali di sviluppo.
L'accordo sui piani per lo sviluppo territoriale viene infine approvato a livello internazionale.
Abitazioni
Abitazioni adeguate, economicamente accessibili e disponibili ove necessario, più libertà di scelta per i consumatori del mercato immobiliare, utilizzo di materiali edili ecologici e un ambiente sicuro: questi in sostanza sono gli obiettivi che si prefigge di raggiungere il governo dei Paesi Bassi in tema di edilizia abitativa.
Lo Stato sta incoraggiando la costruzione più rapida di un maggior numero di abitazioni, poiché nei Paesi Bassi si registra una carenza di spazi abitativi. Si cerca inoltre di garantire che il livello qualitativo sia adeguato, non solo da un punto di vista edilizio ma anche sociale ed ecologico. Un aspetto rilevante della qualità dell'abitazione è costituito anche dalla durevolezza. Si tratta in definitiva del cittadino, della sua abitazione e del suo ambiente abitativo. Un quartiere può ritenersi buono se le persone che lo abitano sono in grado di viverci bene e di sentirsi al sicuro, se le infrastrutture sono perfettamente funzionanti e se vi è un numero adeguato di strutture e servizi, quali negozi e centri sportivi nelle vicinanze. Al fine di consentire agli abitanti dei Paesi Bassi abitazioni di buon livello e a prezzi accessibili, sono stati effettuati molti investimenti per garantire un sostegno finanziario ai cittadini con redditi bassi e per il rinnovamento delle città.
Per secoli nei Paesi Bassi il governo si è occupato del problema degli alloggi solo raramente; tale competenza spettava soprattutto ai comuni e alle associazioni per gli alloggi. Il quadro cambiò radicalmente con la legge sulle abitazioni del 1901, che conferì al governo maggiori poteri sull'edilizia popolare e sullo sviluppo urbano nei Paesi Bassi.
La carenza di alloggi adeguati perdurò fino agli anni Ottanta del XX secolo. Nei quarant'anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale furono costruite in media centomila case l'anno, gran parte delle quali con sussidi statali. La situazione consentì agli affitti di rimanere bassi e allo stesso tempo di proseguire con i programmi edilizi su larga scala.
Inizialmente il principio alla base della politica degli alloggi fu la quantità. A partire dagli anni Settanta l'attenzione si concentrò invece sul valore futuro degli alloggi, quindi sulla qualità. In quegli anni il governo cominciò ad utilizzare anche un nuovo strumento, un'indennità per i locatari, che altrimenti avrebbero dovuto destinare all'affitto una quota di reddito troppo elevata.
Nei Paesi Bassi esistono attualmente circa 6,7 milioni di abitazioni (2003), ciascun'occupata in media da 2,4 persone. Circa 2,3 milioni di alloggi in affitto (dato che corrisponde circa al 35% del totale delle abitazioni nei Paesi Bassi) vengono gestiti dalle associazioni per gli alloggi. Queste ultime sono organizzazioni private con competenze pubbliche. Nel panorama internazionale costituiscono una particolarità. Per decenni lo Stato e le associazioni per gli alloggi hanno avuto un legame finanziario molto stretto, ma dal 1993 quest'ultimo si è allentato notevolmente.
Come vivono gli olandesi? Il tipo di abitazione più diffuso nei Paesi Bassi è la cosiddetta villetta a schiera, la classica abitazione per famiglie a due o tre piani con un giardino davanti e uno sul retro, affiancata da due, tre o più villette identiche. Nelle città, dove lo spazio è prezioso, sono stati edificati molti complessi di appartamenti e condomini a più piani per far fronte alla domanda di alloggi da parte di un numero sempre crescente di abitanti.
Molti olandesi vivono in un ambiente urbano, e data la carenza di spazio si è venuta a creare una certa pressione sulle aree extraurbane. La gente vuole vivere in luoghi circondati dalla natura e dall'acqua. Oltre ai desideri degli olandesi circa i luoghi in cui abitare, i cambiamenti nel settore agricolo, lo sviluppo della struttura ecologica di base e l'approvvigionamento d'acqua eserciteranno un grande impatto sulla pianificazione dei territori extraurbani.
Il governo desidera garantire l'equilibrio tra le aree urbane e quelle extraurbane. Il "Randstad" costituisce in questo caso un esempio lampante. Si tratta, infatti, di un conglomerato di città, situato nella parte occidentale e centrale dei Paesi Bassi, con interessi molto divergenti. Il cosiddetto Cuore Verde ("het Groene Hart") si trova al centro del Randstad e non potrebbe essere toccato, anche se in realtà ciò avviene. Considerare il Randstad come una metropoli a delta offre un'altra prospettiva sulla problematica della pianificazione territoriale. L'intera area occidentale dei Paesi Bassi, compresa l'area protetta del Cuore Verde, viene considerata come un insieme a sé stante, ovvero come un verde delta ricco di corsi e specchi d'acqua in cui edificazione urbana, acqua e natura devono evolversi nella reciproca armonia.