Comunicato sulle parole pronunciate dal Min. GiovanardiCOMUNICATO DELL’AMBASCIATA DEI PAESI BASSI A ROMA SULLE PAROLE PRONUNCIATE DAL MINISTRO GIOVANARDI IN MERITO ALLA LEGGE OLANDESE SULL’EUTANASIA
Le parole pronunciate dal Ministro Giovanardi sono inesatte, semplicistiche ed inaccettabili. La situazione, riassunta in modo sommario dal Ministro Giovanardi, non rende giustizia alla meticolosa linea d’azione osservata dai Paesi Bassi nei casi di eutanasia e di termine della vita su richiesta. I Paesi Bassi, dunque, prendono le debite distanze dalle parole del Ministro. Segue qui di seguito una breve descrizione della politica olandese in materia.
Alla fine dello scorso anno il Ministro della Giustizia ed il Ministro della Sanità, del Benessere e dello Sport, hanno istituito una commissione in grado di fornire al Pubblico Ministero un parere esperto in materia di termine della vita dei neonati.
Per la costituzione di questa commissione di esperti non è necessaria una modifica di legge. Il mettere fine alla vita di un neonato resta un reato punibile. Il Pubblico Ministero è colui che decide se un medico debba essere o non debba essere perseguito penalmente. La perizia della commissione aiuta il Pubblico Ministero a prendere una decisione. Con essa, i politici si prefiggono di rendere ancora più ampia la trasparenza nella formazione di una decisione e la scrupolosità nell’agire. La commissione è composta da più medici – che insieme dispongono di un voto – da un etico e da un giurista che è allo stesso tempo presidente della commissione.
Il porre fine alla vita di un neonato che soffra indicibilmente deve avvenire nel modo più coscienzioso possibile. Per far questo, sono stati fissati dei criteri. Nei casi di termine della vita di neonati, il medico avrà agito scrupolosamente qualora:
si sia trattato, secondo l’opinione medica prevalente, di una sofferenza insopportabile e senza vie d’uscita del bambino. Il che significa tra le altre cose che la decisione di astenersi è assolutamente legittima. Non deve quindi, sulla base della scienza medica prevalente, sussistere alcun dubbio sulla diagnosi e sulla prognosi basata sulla stessa;
- i genitori siano stati d’accordo;
- il medico abbia fornito ai genitori le informazioni più complete sulla diagnosi e sulla prognosi basata sulla stessa. Ciò implica tra l’altro che il medico, insieme ai genitori, siano giunti alla convinzione che, nella situazione in cui si trovava il bambino, non esisteva alcun’altra ragionevole soluzione;
- il medico abbia consultato, come minimo, un altro medico indipendente che abbia visitato il bambino ed abbia emesso un parere scritto relativamente ai requisiti di massima accuratezza qui citati. In sostituzione del parere di un solo medico indipendente, si può ricorrere ad un’equipe medica;
- il termine della vita si sia svolto con diligenza medica.
Roma, il 20 Marzo 2006